...come sempre, di questo periodo, sono condotta da una certa forza di inerzia. non male lasciarsi condurre, ma manca il potere decisionale. tutto nelle mani di un lento e rigoroso trascinamento che mi tutela da difficoltà oggettive. il mese di maggio ha portato con sè un calderone di impegni e mai, come quest'anno, mi sono resa conto di avere dei limiti in fatto di resistenza fisica e mentale. il mio aspetto maschera il deterioramento. piccole avvisaglie, piccoli spunti che mi fanno comprendere come sia beffardamente irrispettoso il tempo. è come se si prendesse gioco di me, mi illude, lasciando il mio aspetto quasi immutato e togliendomi resistenza. un gioco di forza tra quello che credo di essere e quello che in realtà sono. mi si svelano impercettibili impedimenti che riescono a farmi sorridere, guardando me stessa impegnata nello sforzo. non sono mai stata una grande amante delle sfide fisiche, credo demorderò ed annuncerò la vittoria del tempo. non mi ha battuto in larga misura, forse un pò ha lasciato che rimontassi. illusorio, com'è nel suo stle.
...è iniziata, sotto la più buona stella, la stagione balneare. motto del momento: godiamo delle piccole cose.
...certo che le cose, in questa triste italietta, stanno prendendo una piega mica tanto confortante. io sono una di quelli che in parlamento non è rappresentato, io sono una di quelli che crede ancora negli ideali della sinistra e che non scende a compromessi consumistici o non comprende come certi pensieri e sentimenti possano essere buttati dietro alle spalle come se nulla fosse. io sono una di quelli che crede al rispetto, alla condivisione e alla libertà di pensiero e di parola. io sono una di quelli che confida nella differenza tra popolo e classe dirigente e sono una di quelli che crede che il lavoro a tempo indeterminato sia un diritto del lavoratore, considerato che senza il lavortatore il padrone i soldi non li fa. io sono una di quelli che non vuole essere sfruttato in nome del lavoro e che non vuole morire per il lavoro. io sono una di quelli che crede che le classi deboli debbano avere una rappresentanza e debbano essere prese in considerazione più che non le classi forti. ora, a quanto pare, le cose non stanno così. ora vince chi ha e chi non ha viene messo all'angolo. non ci sono ricette magiche per cambiare questa situazione. siamo nelle mani di una destra despota, che si sente onnipotente. siamo nelle mani di loschi figuri che pensano solo ed esclusivamente a rendere più forte quello che forte lo è già. tutto basato sulla brutta logica del capitalismo. tutto basato sul pregiudizio e tutto basato su una logica di prevaricazione. e ripudio questa pseudo centrosinistra che da una parte predica bene e dall'altra razzola malissimo reclutando operai ed imprenditori senza alcuna logica e rinnegando un pensiero che è stato la forza di tanta gente che in quel pensiero ha credeuto e ancora crede. non c'è maggioranza ed opposizione, c'è un unico pensiero ed un unico intento, quello di livellare il pensiero, i sentimenti, le emozioni. un colpo di scure e via le opinioni, via le diversità, via la libertà. io, a questo gioco, non voglio giocare.
...e poi questa situazione mi sembra così strana. e mi ritrovo a pensare a me, cosa inconsueta e quindi un pochino frastornante. gli ultimi anni hanno inevitabilemnte modificato il mio modo di essere, di vedere le cose, di sentire. non so dire se era meglio prima o se è meglio ora, è solo diverso. e ci sono cose che non ho più ed altre che ho acquisito. e ci sono dolori che si sono dissolti, altri che sono ancora qui e mi ricordano costantemente che nascondersi non serve mai a nulla. è che io a volte mi nascondo. oppure, a volte mi trasformo e non sono più io. quindi io non ci sono più, sono nascosta. appaio, ma non sempre sono io e riesco anche a creare una certa confusione a chi mi sta attorno, che non si capisce se certe cose le faccio io o le faccio io trasformata. è così labile il confine che a volte non mi rendo conto di averlo attraversato. e non sono cose poi così clamorose. io lo chiamo "far bel viso a cattivo gioco" e sono tanti che lo chiamano così. la cosa mica tanto bella è che poi questa cosa prende la mano e non si piange più quando si dovrebbe piangere, non si ride più quando c'è da ridere, non ci si arrabbia più quando c'è da arrabbiarsi. è tutto lineare, è tutto sempre simile, è tutto sempre affrontato con un velo di disinteresse apparente. perchè, in fondo, è solo apparenza, è solo corazza, è solo mettere le mani avanti, è solo allontanarsi e guardare tutto da lontano. a volte troppo.
...attendendo la catastrofe, che prima o poi arriverà, vivo alla giornata. please wait... please wait... please wait... please wait... ecco, così. i nostri operatori risponderanno il prima possibile, rimenete in linea per non perdere la priorità acquisita. a dire il vero io la perderei più che volentieri, ma non si può, che i problemi vanno affrontati (dio come predico bene e razzolo malissimo!!!).
...questa settimana è cominciata decisamente male. un vecchio detto recita che le disgrazie non arrivano mai sole e questa volta han ben deciso di farsi una gran compagnia. è già pesante quando c'è una sola cosa che non va, ma quando le cose che non vanno diventano tre o quattro tutte in un botto, l'idea di mollare tutto e trasferirmi in un'isola deserta è davvero presente. come mi muovo combino un disastro. tenetemi a distanza di sicurezza, sai mai che questa cosa sia contagiosa.
Lei si alzò con un gesto finale,
poi andò via senza voltarsi indietro
mentre quel vento la riempiva
di ricordi impossibili,
di confusione e immagini.
Lui restò come chi non sa proprio cosa fare
cercando ancora chissà quale soluzione,
ma è meglio poi un giorno solo da ricordare
che ricadere in una nuova realtà sempre identica.
Ora non so davvero dove lei sia finita,
se ha partorito un figlio o come inventa le sere,
lui abita da solo e divide la vita
tra il lavoro, versi inutili e la routine d' un bicchiere:
soffiasse davvero quel vento di scirocco
e arrivasse ogni giorno per spingerci a guardare
dietro alla faccia abusata delle cose,
nei labirinti oscuri della case,
dietro allo specchio segreto d' ogni viso,
dentro di noi.
...certe immagini arrivano con violenza inaudita.
...e dai che non si può sempre pensare a quello che sarebbe stato se. non si può pretendere che la gente capisca al volo ogni stato d'animo, che mica hanno la sfera di cristallo che traduce in parola ogni singolo pensiero. non si può fare affidamento sugli altri, oggi ci sono e domani chissà. non si può smettere di fumare, che, un modo come un altro per devastrasi la salute lo si deve pur trovare. non si può evitare a vita di rispondere al telefono, che magari non è neanche male far quattro chiacchiere di tanto in tanto. non si può pensare a quello che si sarebbe voluto dire, tanto ormai non lo si è detto, quindi inutile. e mi prospetto cinque o sei vite diverse, che mai avrò il coraggio di rendere concrete. e poi mi vengono in mente persone che non ho più e persone che mio malgrado ho attorno. in un momento di ritorno al passato ho comperato cinque maglioncini di cotone: uno nero, uno blu, uno marrone, uno turchese e un altro nero. in un momento di follia pura ho distrutto irreparabilmente la bici, nulla da fare, è andata. ho perso un paio di chili e non me ne sono accorta, adoro quando la dieta è così indolore, così, per recuperare, vorrei andare a mangiar pesce, di quelle mangiate infinite che ti costano un capitale ma che danno una soddisfazione senza pari. e devo andare a tagliarmi i capelli che non riesco più a dar loro una parvenza di ordine. e passerà anche questa primavera che mi stravolge nell'animo. porcavacca!
...e poi lo ho rivisto. passato qualche mese, passata la rabbia feroce, passati i suoi sensi di colpa. rimane sempre quella sensazione di cose non dette, che non è mai tempo di parlarne, che siamo sempre attorniati da gente che non sa. è come vivere una farsa. io so, lui sa che io so, ma non ce lo siamo ancora detti. certo, le lettere che ci siamo scambiati hanno dato spiegazioni, hanno detto cose, tante e troppe, ma un confronto diretto non c'è mai stato. e a me questa cosa sta decisamente stretta. è come far finta che tutto sia a posto, che lui stia bene, che lui non abbia mai avuto problemi. e invece. è sicuramente vero che non servono i perchè e i percome, è sicuramente vero che lui ha il diritto di passare la sua esistenza come meglio gli pare, è sicuramente vero che io non posso metter bocca su cosa abbia portato a, è sicuramente vero che posso solo far leva sul bene che gli voglio e sul bene che mi vuole. è sicuramente vero tutto, ma se le cose devono andare come da vent'anni a questa parte, io preferisco non esserci. e lui lo sa. e a me basta.
...è che io lo so come sono. poi alla fine mi faccio coinvolgere, mio malgrado o mia soddisfazione. suvvia silvia, sei grandina per queste cose. eppure, per quanto strano, riesco a sorridere.