...e da domani, vacanza per tre settimane! oddio, vacanza... diciamo che le vacanze io le intendo un pò diverse da quelle che ogni anno sono. andare in quel posto dimenticato dal mondo mi mette non poca malinconia e disagio, desolazione infinita. ma quest'anno ho deciso: io resto lì quindici giorni, poi me ne torno a casa mia. e poi ci saranno i perchè, i percome, i madairesta, i ecconoifacciamotuttoperte, i manonpensiatuomarito, i manonpensiatuofigliochequisidivertetanto. no, io non penso a niente e a nessuno, adesso penso a me perchè, come diceva la mia bisnonna, uno quanto pensa per se ha pensato per tutti. e poi ne ho le palle piene di far contenti tutti tranne me. aria di rivolta! e non cambierò idea a costo di tornare con l'autostop.
...ultima settimana di lavoro e poi si rientra il sette di settembre. non mi dispiace lavorare di questo periodo, il telefono è a riposo, di tanto in tanto squilla, credo solo per allenamento, il campanello non da segni di voler fare il suo mestiere, oppure è solo che nessuno ha la voglia di farlo suonare. in poche parole c'è silenzio, cosa particolarmente rara quando lo studio è al completo. ascolto musica, bevo caffè, lavoro con estrema calma e, ancora, c'è silenzio.
...oggi lorenzo compie otto anni! e per me, affinchè io non possa scordarlo mai, posto questa bellissima cosa di Gibran
Sui figli
E una donna che reggeva un bambino al seno disse:
Parlaci dei Figli.
E lui disse:
I vostri figli non sono figli vostri.
Sono figli e figlie della sete che la vita ha di sè stessa.
Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi,
e benché vivano con voi non vi appartengono.
Potete donare loro amore ma non i vostri pensieri:
essi hanno i loro pensieri.
Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:
esse abitano la casa del domani,
che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.
Potete tentare di essere simili a loro,
ma non farli simili a voi:
la vita procede e non s'attarda sul passato.
Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti.
L'arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito,
e vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
Affidatevi con gioia alla mano dell'arciere;
Poiché come ama il volo della freccia così ama la fermezza dell'arco.
...cerco una via di fuga. è assolutamente indispensabile che io riesca a trovare una maniera per uscire da questo reticolo alienante. ho capito, adesso ho capito come funziona questa cosa ignobile. ma se la conosci non ti uccide... infatti, via di fuga cercasi.
...devo fare un sacco di cose, che rimando rimando rimando rimando. poi inutile dire che mi becco della menefreghista-cagona-raccontaballe-inaffidabile, me la cerco. ma non lo faccio apposta, io cerco di trovare il tempo, ma è il tempo che non trova me. e così mi tornano in mente le cose che devo fare con un anacronismo perfetto. certo, esistono le agende, i cellulari, i post-it, i foglietti volanti, male che vada il dorso della mano, per appuntarsi le cose da fare, è che dimentico di appuntarle. che poi non è che mi dimentico, lo trovo superfluo, che poi "sicuramente me lo ricordo". e quindi si, mi merito tutti gli improperi del caso.