...una cosa bella è sentire la vicinanza di chi ti vuole bene. sembra, forse, una cosa banale, ma così banale non è. si danno per scontate un sacco di cose, l'amore, l'amicizia, la vicinanza e si trascura la cosa più importante: il "sentire". la tangibilità dei sentimenti è quello che conta. il resto sono solo parole.
...pensieri distorti, pensieri rivolti almeno a cinque persone. cinque persone alle quali avrei dei pensieri da raccontare, ma dò tempo al tempo, che magari non serve. e sensazione strana di quando, al buio, mi metto al balcone a fumare. che sono anni che fumo al balcone, ma solo ora penso a quella sigaretta. non posso dire e dare. di parole e gesti non ne ho neanche per me...
...ieri, nel corso della giornata, qualche volta il mio pensiero è andato a lei, che non conosco. senza senso, ma io non li so fermare i miei pensieri. il caldo torrido non pare voler cessare, l'unica cosa che vorrei fare è stare immobile, stesa sul letto a guardare il soffitto. ma non si può, che ci sono sempre un sacco di cose da fare. e cenni e saluti e sorrisi e parole e fantasie che mi vengono riferite e mi lasciano un senso di stupore. le situazioni, come i pensieri, non si possono fermare.
..."qualcosa finisce. te ne accorgi dal fatto che, quando ti abbandoni e ti siedi a fumare, sei inquieto ed ansioso. temi le cose pratiche? no, temi il tuo vuoto".
- il mestiere di vivere - cesare pavese.
...ventun'anni, bel ragazzo, tatuaggio, piercing, capelli lunghi, barba incolta, gran bel fisico ed una moto immensa sotto il sedere. lo ho visto nascere e crescere. e mi vuole bene. quando lo vedo mi si appiccica addosso e non riesco a staccarlo e allontanarlo nemmeno di un centimetro. nonostante i trentatre gradi in quella stanza, abbiamo passato la serata stretti stretti. l'aspetto da duro tradisce quello che in realtà lui è, ma io so com'è e me lo terrei stretto e appiccicato anche con quaranta gradi. emiliano... il mio cuginetto speciale.
...mi arrabatto cercando di prendere tempo. sensazioni contrastanti di chi lancia il sasso e nasconde la mano, che non sono stata io, no no no. e poi dall'altra parte la voglia di dire quello che non ho mai detto e che mai dirò, dovessero anche torturarmi. sigarette fumate di malavoglia, che col caldo manca il fiato. e "domani che si fa" che per me è uguale, mi basta scappare da qui e correre correre correre. e sempre questo senso di incompletezza, che se non ci fosse non sarei io...
...questo caldo mi distrugge. proprio si...
...paradossalmente sono ottimista. sono capace di grandi picchi di entusiasmo e di grandi abissi di sconforto, che la vita non è stata sempre generosa ma sorrido, spesso. il mio lato ciarliero e compagnone si esprime in ogni momento e questo pensiero mi è venuto perchè, di questo periodo, in studio, passano un sacco di persone. e mi diverto a far quattro chiacchiere sorridenti. e mi dicono "sei sempre uguale". ed io vorrei dire che sono successe e succedono sempre un sacco di cose, che forse in questo periodo il mio sorriso non è proprio genuino, ma poi penso che sia bello che il sorriso ci sia e ci siano le chiacchiere e ci siano i convenevoli e ci siano parole che dopo un minuto sono già dimenticate. è la capacità di condurre il dialogo che mi diverte. è il chiedere le cose che la gente ama sentirsi chiedere. è lo stupore che, talvolta banalmente ed infamemente, trapela dalle mie esclamazioni. la gente ha bisogno di parlare, di raccontarsi. la gente ha bisogno di sentirsi importante. la gente vuole dirti le cose, anche davanti a vagonate di tasse da pagare. mi piacerebbe trovare una come me, che chiede, si stupisce, racconta... anche se dopo un minuto è tutto dimenticato. se mi licenziano mi assumo.
...ultimamente ho difficoltà di concentrazione ed ho come l'impressione di scordarmi le cose, anche quelle importanti. non so se me le scordo davvero, non so se ci siano cose importanti da ricordare, nessuno dice nulla, per cui credo sia solo una mia sensazione... è come se avessi un ronzio nelle orecchie e non capisco cosa voglia dire.
...fine settimana intenso e vissuto. fine settimana caratterizzato da un'idecisione, che poi il fine settimana è finito e con lui anche il momento di indecisione. discussione tra e me e me sul fare o non fare, ma siccome non ero sicura di nulla, che poi i piani possono modificarsi, questo mi ha frenato. come sempre...
...ci sono persone che riescono a catturare la mia attenzione, riescono a suscitare la mia curiosità. non servono grandi gesti, talvolta basta solo una parola, un vissuto. non sempre queste sensazioni sono reciproche, e prendo colossali cantonate. tutto si svolge con tranquillità, non ci sono drammi o sentimenti devastanti, rimane solo la consapevolezza di essere una persona nel mucchio. sarà per noia, per situazioni pratiche, per situazioni che la normalità porta, per mille motivi. sarà che riesco a deludere in maniera magistrale, sarà che dopo tutto non ho un granchè da dire, o troppo da dire. non c'è niente di strano ad essere una persona nel mucchio... forse riesco a stimare troppo, a credere speciali persone che non sono poi così speciali, o che comunque non fanno nulla per esserlo. è che mi basta poco per colmarmi di entusiasmo, ma vedendo la cosa con una certa razionalità posso dire che va bene così... non c'è nulla di strano, anzi, tutto è forse troppo normale.
...sferzata di energia al mio amor proprio. telefonata di lavoro ad un call-center:
(risponde una voce maschile, approssimativamente sui venticinque anni)
s- buongiorno, avrei bisogno di sapere qualcosa in merito alle circolari pubblicate.
v- buongiorno! ma che bella voce...
(seee... una tabaccona come me)
s- grazie...
v- no, perchè mica capita spesso di sentire voci belle come la sua...
(e ridagli!)
s- si, va bene, lei è molto gentile, ma le circolari?
v- per me che sto qua a rispondere tutto il giorno al telefono, è una bella cosa sentire una voce così...
s- (rido)
v- anche la risata è molto bella
(questo mi vuole vendere qualcosa...)
s- non è che mi vuole vendere qualcosa?...
v- no no no, dico sul serio... le sto forse facendo perdere tempo?
s- più che altro trovo la cosa un tantino imbarazzante...
v- ma non si deve imbarazzare... posso darle del tu?
s- certo certo, tranquillo... e le circolari pubblicate?
v- sono due le circolari pubblicate. te le mando via email?
s- le trovo sul sito grazie
v- richiamerai?
s- per la mia voce?
v- anche...
(dio come li istruiscono bene!)
s- ma vi fanno un corso per dire queste cose?
v- no, è farina del mio sacco...
(occhei... ho avuto la mia dose quotidiana di complimenti)
s- beh, grazie di tutto... ciao
v- ciao
...la carta vetrata è decisamente meno ruvida. il pericolo è il mio mestiere, fino a che non accade qualcosa di veramente complicato. e si vedrà...
...che qui, spesso si parla di parole. ed allora prendo in prestito un pezzo di manfredi e lo adatto...
"Tu che hai imparato quattro parole in fila
per darti sicurezza, per sentirti vivo,
per darti un motivo, un punto cardinale
tienti la tua ricetta, a me non puo' servire.
Tu che hai imparato quattro parole in fila
e le ripeti sempre per esserne sicuro
per non capire mai che e' una musica vecchia
che sei solo a cantarla ed e' un canto malato.
Tu che hai imparato quattro parole in fila
E ti sei illuso di aver la verita'
...
Tu che hai imparato quattro parole in fila
E che non hai seguito una ricchezza viva,
ora tu senti il grido di chi curo' da solo le sue piaghe
e le parole sono, sono centomila."
...se avessi una bacchetta magica ed un vestito azzurro da fatina, saprei benissimo come adoperare i miei poteri magici. è che non ho nè la bacchetta magica, nè il vestito azzurro da fatina.
...vorrei fare una vacanza come dico io, vorrei non aver quella montagna di roba da stirare, vorrei poter dire di essere nel giusto, vorrei sorrisi e pacche sulla spalla, vorrei un abbraccio bello e confortante e parole buone, vorrei non dover supporre, vorrei essere libera nello spirito e nella mente come lo ero qualche lustro fa, vorrei riprendere il mio impegno che ho appeso da qualche parte in attesa di tempi migliori, vorrei ridipingere le pareti di casa e cambiare il divano, vorrei sparire per una paio di settimane e poi ricomparire e vedere se davvero le cose senza di me sono diverse, vorrei mangiare frutta sotto una palma e passeggiare in riva ad un mare bellissimo, vorrei essere capace di cucire e farmi un abito per ogni momento della giornata, vorrei che le cose tornassero ad essere come qualche mese fa, vorrei dormire dormire dormire e svegliarmi quando tutto è finito.
...argomento referendum, che ormai si parla ben poco d'altro. io voterò e voterò ai quattro quesiti referendari con quattro si. questo, fondalmentemente, perchè non vedo il motivo per cui io, che ho avuto la fortuna di diventare mamma senza grossi problemi, posso disporre del mio embrione e del mio utero come mi pare, mentre una donna che ricorre alla fecondazione artificiale (e probabilmente sottoponendosi a dette "torture" amerà suo figlio un miliardo di volte più di quanto io ami il mio) non ha questi miei stessi diritti. e chi sono io per averli? e chi è lei per non averli? questa cosa non mi piace neanche un pò. per quanto riguarda le altre motivazioni, legate nello specifico a tutti e quattro i quesiti, voterò si perchè non mi è lontana la realtà della fecondazione artificiale, non mi è lontana la realtà della ricerca sulle cellule staminali, non mi è lontana la realtà della fecondazione eterologa. ho potuto osservare (e non da lontano) queste realtà e devo dire che la legge 40, bigotta, razzista e nazista, mi fa paura. non parliamo di quanta paura mi fanno gli astensionisti: svegliamoci gente, svegliamoci.
...quando sono andata a prendere lorenzo all'asilo mi ha accolto con un "ciao bella bellessa!". ancora ora, a scriverlo, mi vien da ridere...
..."conta su di me". e penso che sia la cretinata più grande che le mie orecchie abbiano mai sentito. perchè non è vero che posso contare su di te. perchè, se le mie orecchie lo sentono, il mio cuore no. ed allora faccio la cosa più bella che posso: conto su di me. e provo a ridere e bevo alla tua salute e grazie per quel poco che hai fatto e baciabbraccistammibene e tutto è più semplice... oh là. arrivederci e grazie.
...strade da percorrere, tante, ma mi fermo qui. l'indolenza mi porta a stare immobile anche se quel poco di entusiasmo che rimane riuscirebbe a portarmi verso ogni dove. a volte sono in dubbio sul da farsi e la confusione che riesco a creare mi toglie la voglia di prendere decisioni. ed aspetto risposte a domande, risposte che non arrivano mai e non so perchè. tanto vale che me lo si dica: non chiedere che non rispondo. almeno me ne faccio una ragione e non cerco alibi e non cerco mille motivi per scusare questo strano atteggiamento. avrei bisogno di un'anima gentile che mi dicesse cosa fare. invece no, invece silenzio.
...ma stare a corto di pazzia
mi toglie l'allegria e la voglia
di mandare il sangue al cuore...
...parole nuove ed inaspettate che fanno bene all'anima. a volte basta proprio poco per stare bene. da una parte la tenacia e l'audacia, dall'altra solo gesti semplici. che poi non ha senso complicarsi la vita, che cavillare non è da me, che non so trovare l'ago nel pagliaio, sono imprecisa per natura. e prendo, vado, torno. e piango, rido, mi guardo ranicchiarmi, farmi piccolissima, sparire. la mente sempre troppo ricettiva, che vorrei avere qui un interruttore e spegnere, spegnere, spegnere. e non sentire più niente e alzarmi, tirarmi su, togliermi la polvere di dosso e farmi grande, grande, grandissima.
...e ancora caffè e sigarette, sigarette e caffè. avrò vita breve ma, nel mio piccolo, amo viziarmi. poi quel che sarà sarà. lo specchio mi rimanda una bella immagine e questo mi basta.
...mi ci vorrebbe una settimana di vacanza per riprendermi dal fine settimana...
...solitamente l'invidia è un sentimento che non mi appartiene, ma oggi, di cuore, riesco magistralmente ad invidiare chi fa vacanza. e tutto ciò dopo aver passato, ieri, una splendida giornata al mare che oggi avrei volentieri replicato se solo non fossi chiusa in questo ufficio.
...e sono arrivate le prime parole e si è rotto quell'antipatico silenzio. si, perchè non era quel bel silenzio complice, di pace, di tranquillità, era un silenzio pieno di parole non dette. il silenzio peggiore. mi rendo conto che non tutti sono capaci e pronti nel raccontarsi, ma (e c'è sempre un ma...) non riesco a comprendere quale sollievo ci possa essere nel non dire, non riesco a comprendere quale conforto possa dare il silenzio pieno di parole. ora non è il momento di affrontare il discorso, aspetterò quando ci saranno più parole, sennò è come fare un passo avanti e due indietro.